Tra grotte inaccessibili, torri che sfidano il tempo e l’alba più a est d’Italia

Parti da Santa Maria di Leuca, dove il Faro ti saluta con i suoi 47 metri d’altezza. L’Adriatico qui è già diverso: rocce frastagliate, grotte nascoste e un vento che profuma di origano selvatico. Percorri la costa verso nord, e scoprirai che ogni chilometro nasconde un segreto.
1. Ponte Ciolo
Un ponte alto 30 metri che scavalca una gola scavata dal torrente Ciolo. Sotto, una spiaggia di ciottoli bianchi e levigati, circondata da falesie dove nidificano i rondoni. Il mare è freddo e trasparente, perfetto per chi ama tuffi adrenalinici. Curiosità: il nome “Ciolo” viene da “ciole”, dialetto per asini, che un tempo trasportavano merci lungo i sentieri.
2. Marina Serra
Qui trovi la Vora, una piscina naturale di 8 metri di diametro scavata nella roccia. L’accesso è libero, ma attenzione: d’inverno le onde la riempiono d’acqua salmastra, creando un effetto jacuzzi naturale. Alle spalle, il Frantoio Ipogeo di Marina Serra (XVI sec.) racconta la storia dell’olio salentino.
3. Tricase Porto
Un porticciolo dove il tempo sembra essersi fermato. Le case dei pescatori, basse e color ocra, hanno ancora le reti stese ad asciugare. Se passi di qui a settembre, non perdere la Sagra della Frisella: assaggerai il pane condito con pomodori locali e alici di menaica.
4. Grotta Verde
Attenzione: non è accessibile in barca! Si raggiunge solo nuotando dalla spiaggia vicina. L’interno è una camera subacquea dove la luce filtra creando riflessi verdi (grazie alle alghe Ulva lactuca). Di mattina presto, con il sole radente, sembra di entrare in un sogno.
5. Andrano e Acquaviva
- Andrano: Nel suo centro storico, cerca la Chiesetta di San Domenico (XII sec.) con affreschi bizantini. La costa offre Cala della Ripa, spiaggia di sassi piatti ideale per famiglie.
- Acquaviva: Il nome non mente: qui una sorgente d’acqua dolce sgorga in mare. Nuotando vicino alla riva, sentirai il contrasto termico tra le correnti.
6. Castro
Due volti in uno:
- Castro Marina: dove la Grotta Zinzulusa (visitabile con barche autorizzate) mostra stalattiti a “stracci” e acque salmastre popolate da rari crostacei ciechi.
- Castro Superiore: borgo arroccato con mura messapiche e un castello che fu rifugio dei vescovi in fuga dai pirati.
7. Miggiano
Paese dell’entroterra noto per il Carnevale della Puazza (maschere di cartapesta che satirizzano i potenti). Per gli amanti del trekking: il Sentiero dei Frantoi Ipogei collega antiche cave di tufo trasformate in frantoi nel Medioevo.
8. Santa Cesarea Terme
Le uniche terme sulfuree naturali d’Italia che sgorgano in mare. Le acque (32°C) sono ricche di zolfo e iodio, ideali per chi ha problemi articolari. Non perdere il Palazzo Sticchi (in stile moresco), che domina la costa dal 1885.
9. Porto Badisco
Baia a forma di conchiglia dove, secondo la leggenda, Enea fondò il primo approdo in Italia. Oggi è Zona Speciale di Conservazione UE per la posidonia oceanica. I sub esplorano il Relitto Romito, nave affondata negli anni ’60, ora casa di murene e coralli.
10. Torre Palascìa (Capo d’Otranto)
Il punto più orientale d’Italia (18°31’22” E) è segnato da un faro del 1867. Venire qui all’alba è un’esperienza mistica: il primo sole d’Italia si specchia su un mare che, nelle giornate limpide, lascia intravedere le montagne albanesi.
11. Torre dell’Orso
La spiaggia è famosa, ma pochi esplorano la Grotta di San Cristoforo (accessibile via mare): sulle pareti, graffiti medievali raffigurano navi e croci. Sulla spiaggia, cerca i “ciottoli a cuore”, levigati dalle mareggiate in forme romantiche.
12. San Foca
Qui nel 1480 sbarcarono i turchi diretti a Otranto. Oggi è un paradiso per gli appassionati di vela grazie ai venti costanti. Da non perdere: i muretti a secco sottomarini, antiche trappole per pesci oggi diventate oasi per polpi e stelle marine.
13. San Cataldo
Ultima tappa prima della Pineta di San Cataldo (patrimonio UNESCO). Il Bagno della Regina è una vasca naturale dove, si dice, una principessa normanna amava fare il bagno. Il faro rosso, alto 21 metri, è ancora attivo e guida le navi verso il Canale d’Otranto.
Perché questo tratto di costa è unico?
- Biodiversità protetta: il 60% della costa è SIC (Sito di Interesse Comunitario).
- Storia viva: dalle orme dei Messapi (VIII sec. a.C.) ai bunker della Seconda Guerra Mondiale visibili a Porto Badisco.
- Sapori crudi: a Castro, prova il “mussu” (muso di maiale stagionato), piatto povero della tradizione contadina.
L’Adriatico salentino non è una costa: è un museo a cielo aperto, dove ogni onda racconta una storia e ogni scoglio nasconde un segreto. 🌊
